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Ricerca attiva: come orientarsi nel mondo del lavoro? Ce lo spiega Giovanni Rossi di Fondazione Adecco

Ricerca attiva: come orientarsi nel mondo del lavoro? Ce lo spiega Giovanni Rossi di Fondazione Adecco

Tanti strumenti a disposizione on-line e off-line, ma come si fa oggi a orientarsi nel mondo del lavoro? Ne parliamo insieme a Giovanni Rossi, Segretario Generale di Fondazione Adecco, realtà attiva sul territorio nazionale nella promozione delle pari opportunità e dell’inclusione nel mondo del lavoro di persone con difficoltà di inserimento professionale, in particolare di persone con disabilità, giovani in difficoltà, donne in situazione di svantaggio e rifugiati. La Fondazione organizza percorsi di educazione al lavoro, fornendo gli strumenti per costruire il proprio percorso professionale.

Quali sono i primi nodi da sciogliere nella ricerca del lavoro?
“Il primo ostacolo sta nell’atteggiamento di sfiducia da parte dei giovani e di alcune persone verso il mondo del lavoro. Già dopo la scuola, si tende a pensare che sia troppo difficile riuscire a trovare un’occupazione. Quello che cerchiamo di fare è risvegliare la volontà di proporsi in maniera attiva sul mercato del lavoro, stimoliamo le persone e le aiutiamo a prendere confidenza con i mezzi a disposizione. Nella nostra esperienza, infatti, abbiamo riscontrato una scarsa preparazione su come ci si deve rivolgere a un’azienda o a un datore di lavoro”.

Quali sono gli altri fattori?
“Nella ricerca del lavoro incidono due tipologie di fattori: esogeni ed endogeni. Un elemento, che sempre con maggior frequenza riscontriamo, anche tra i giovani che hanno terminato da poco l’Università, è una scarsa consapevolezza sul lavoro che si vuole fare. Si finisce di studiare e non si sa cosa fare“.

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Cosa consigliate di fare a chi cerca un’occupazione?
“Il nostro primo consiglio è quello di rivolgersi al Centro per l’Impiego o a operatori del settore per seguire un percorso di orientamento. Questi percorsi, infatti, consentono di acquisire maggiore consapevolezza e confidenza con i metodi di ricerca e gli strumenti. In secondo luogo, consigliamo sempre di avere il coraggio di proporsi in maniera mirata e di non inviare indistintamente il proprio curriculum. Inoltre, consigliamo di sfruttare le opportunità offerte da istituzioni pubbliche e private, come il bando OPPLA o altri progetti simili che consentono di acquisire esperienza e di inserirsi o re-inserirsi nel mondo del lavoro. A volte, lo stage viene visto in termini negativi, ma in realtà rappresenta ancora un’importante opportunità di inserimento e che consente di iniziare a creare una prima rete di contatti. Uno dei fattori di successo nella ricerca del lavoro, che spesso non viene preso in considerazione, è proprio avere un proprio network”.

Quali sono gli errori più diffusi nella ricerca del lavoro?
“L’errore più diffuso è la redazione scorretta del curriculum. Ci sono diversi aspetti che vanno curati quando si imposta un curriculum, che molte volte vengono trascurati. Il cv non deve mai essere troppo lungo, massimo tre pagine e deve saper sintetizzare in modo chiaro, ordinato e coerente con il proprio percorso professionale: le informazioni sulla persona, le esperienze, le competenze e gli obiettivi professionali. Per alcune professioni, può essere anche utile evidenziare le proprie passioni o le attività extra-lavorative per personalizzare il curriculum. Preparato un buon curriculum, è molto importante saper scrivere una mail di accompagnamento per presentarsi all’azienda per cui ci si candida. Un altro errore, invece, è il posizionamento scorretto della propria immagine sui social network. Non solo su LinkedIn, ma anche su Facebook e Instagram. Chi si occupa di ricerca del personale, oggi, guarda anche con attenzione l’immagine online dei candidati”.

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Quali sono i settori in cui è più facile trovare lavoro?
“Il settore dei servizi, dalla grande distribuzione, al settore alberghiero, il settore manifatturiero, il settore dell’informatica”.

Cosa fate, nel dettaglio, quando affiancate le persone nella ricerca del lavoro?
“Partiamo da quello che le persone ci raccontato, dagli strumenti che ci portano e dalle parole che usano, senza stravolgerli. Cerchiamo di uniformare tra di loro la lettera di presentazione e il curriculum e inseriamo le informazioni significative per i loro obiettivi. Aiutiamo le persone a individuare e a inserire un obiettivo professionale il più possibile chiaro e completo. Pensiamo a curriculum e lettere di presentazione diversi in base all’interlocutore (es. agenzie per il lavoro, aziende, etc)”.

Scarica il modello di Fondazione Adecco per il Curriculum
Scarica il modello di Fondazione Adecco per la lettera di presentazione

 

 

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