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Molto più di un buon piatto: dall’agricoltura alla cura dell’ambiente, dall’innovazione all’inclusione

Molto più di un buon piatto: dall’agricoltura alla cura dell’ambiente, dall’innovazione all’inclusione

In Europa, il sistema agroalimentare interessa più di 400 milioni di cittadini. Fonte di sostentamento, ma anche di reddito, la produzione agroalimentare  in Europa e in Italia è sottoposta a severi controlli. La sicurezza e la qualità del cibo si declinano anche nel patrimonio culinario di ciascun paese, rendendo la cucina – o meglio, le cucine europee – tra le più varie e apprezzate del mondo.

Le dimensioni del cibo: sostenibilità, protezione ambientale e qualità

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO – Food and Agriculture Organisation), le priorità  per la sicurezza del cibo si inseriscono in un quadro strategico che prevede quattro aspetti da migliorare: una migliore produzione (più sostenibile), una migliore nutrizione (con garanzia di equo accesso al cibo), un ambiente migliore (più rispetto per l’ambiente) e migliori condizioni di vita (che prevedano una crescita economica inclusiva).

Il settore agroalimentare ha un ruolo economico chiave in Europa e interessa più di 30 milioni di posti di lavoro[1]. La politica agricola comune (PAC) rappresenta infatti una delle aree più rilevanti in ambito europeo, con un budget che supera i 386.6 miliardi di euro.

Un settore così cruciale come quello agroalimentare si trova ad affrontare sfide significative, a partire da quella ambientale. La produzione alimentare è responsabile di circa un terzo delle emissioni globali di gas serra. Al tempo stesso, l’agricoltura è tra i settori più colpiti dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento atmosferico.

Le politiche europee e nazionali dedicano grande attenzione a questi temi, nonché alla trasformazione dell’intero settore, come dimostrano le diverse discussioni in corso, per esempio la Visione per il cibo e l’agricoltura, la revisione della PAC e il Dialogo strategico per il futuro dell’agricoltura.

La qualità del cibo è un elemento centrale nel settore agroalimentare. Gli standard europei rappresentano una garanzia per la sicurezza alimentare, e non solo: nei Paesi europei circa 3207 cibi e vini sono certificati DOP (Denominazione d’Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita).

Fra questi, l’Italia può vantare il primato europeo, con più di 856 cibi e vini certificati, a cui si aggiungono 35 bevande spiritose, per un totale di 891 indicazioni geografiche[2].  A livello economico, secondo le ultime stime dell’Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore del cibo e vino in Italia vale circa 20,19 miliardi di euro.

Finanziamenti e progetti: opportunità di ricerca e sviluppo

In Europa, sono diverse le opportunità per iniziative in questo settore, passando dai progetti di ricerca di Horizon Europe, dedicati all’innovazione, a quelli finanziati nel quadro di LIFE, maggiormente dedicati allo sviluppo e all’attuazione di politiche europee in materia di ambiente e biodiversità.

Nel quadro Horizon, i fondi sono specificatamente attribuiti a progetti dedicati alla qualità del cibo, alle risorse naturali, e alla bioeconomia. Lo scopo è favorire la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione in ambito agricolo, nella pesca e nel settore alimentare.

Il programma LIFE, dedicato a contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo, finanzia progetti atti a dimostrare la fattibilità tecnica ed economica di soluzioni a complessi problemi ambientali connessi ai cambiamenti climatici, garantendo la conservazione e la protezione della natura e della biodiversità.

In Italia, anche il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha dedicato importanti risorse al settore agroalimentare, in particolare tramite misure per lo sviluppo della logistica, l’innovazione e la meccanizzazione nel settore, il sostegno ai contratti di filiera, e la resilienza dell’agro-sistema per una migliore gestione delle risorse idriche.

Uno sguardo ai progetti

Osservare alcuni progetti attualmente in corso sul territorio della provincia di Cuneo permette di comprendere in modo più concreto il significato di innovazione e ricerca nel settore agroalimentare.

Per esempio, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è impegnata in una serie di progetti, nazionali e internazionali, dedicati ai molteplici aspetti del cibo e della nutrizione.

Il Progetto HEALTHYW8 (Empowering healthy lifestyle behaviour through personalised intervention portfolios to prevent and control obesity during vulnerable stages of life), finanziato da Horizon Europe, è dedicato a studiare il fenomeno dell’obesità e a migliorare l’efficacia delle politiche e delle decisioni cliniche e ambientali per favorire l’adozione di uno stile di vita più sostenibile e sano.

Il progetto ACuMe – Atlante del cibo di Cuneo Metromontana, realizzato con il contributo della Fondazione CRC, intende realizzare un atlante del cibo del Cuneese, inteso come strumento di conoscenza, supporto e promozione di decisioni/azioni per la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale del sistema del cibo.

Di grande interesse è anche il progetto europeo Scrap the Food Waste, volto a affrontare e modificare i comportamenti che portano allo spreco alimentare.

Altri rilevanti iniziative sono quelle portate avanti dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA dell’Università degli Studi di Torino, come il progetto di ricerca europeo DOMINO, volto a determinare in che modo il consumo di alimenti fermentati apporti benefici alla salute, e a sviluppare nuovi alimenti fermentati a base vegetale, in linea con le crescenti esigenze per un’alimentazione più sana e sostenibile.

Infine citiamo il progetto INTERREG SOIL:OurInvisibleAlly, che studia come un suolo sano possa garantire la resilienza al cambiamento climatico e la produzione di cibo e materie prime.

Cibo, salute e ambiente: un approccio integrato

 

Garantire la qualità del cibo e la sicurezza alimentare non è solo una necessità per la salute pubblica, ma anche una sfida strategica che impatta l’ambiente e l’economia, e che richiede un impegno congiunto tra istituzioni, aziende e consumatori. Le politiche europee per l’agricoltura stanno tracciando un percorso verso un sistema agroalimentare più sostenibile, resiliente e attento alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Tuttavia, affinché queste misure abbiano un impatto concreto, è fondamentale investire in innovazione e promuovere scelte alimentari consapevoli. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile costruire un futuro in cui la sicurezza alimentare e la qualità del cibo siano garantite per tutti, senza compromettere il benessere delle generazioni future.

 

[1] Fonte: Vision for Agriculture and Food, https://agriculture.ec.europa.eu/vision-agriculture-food_en, rilevato 7 marzo 2025

[2] Fonte: https://www.qualivita.it/osservatorio/osservatorio-ita/, rilevato 7 marzo 2025

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