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L’alimentazione come filo conduttore tra ambiente, sostenibilità e comunità: il progetto Slow Food

L’alimentazione come filo conduttore tra ambiente, sostenibilità e comunità: il progetto Slow Food

Slow Food, organizzazione nata nel 1986 a Bra, in provincia di Cuneo, come movimento culturale internazionale, si dedica fin dalla sua fondazione alla tutela della biodiversità, al rispetto dell’ambiente e alla promozione di un’agricoltura e una produzione alimentare sostenibili.

Per raggiungere questi obiettivi, Slow Food ha riconosciuto fin da subito la necessità di coinvolgere gli attori del territorio, le comunità, i produttori e i rappresentanti della società impegnandosi in iniziative di formazione e sensibilizzazione, affinché i cittadini diventino protagonisti del cambiamento a livello locale, ma con effetti positivi su scala globale.

 

Slow food per…Slow Food

Il progetto di cui parliamo oggi è un progetto finanziato dal programma LIFE, dedicato alle organizzazioni non governative (ONG) impegnate in programmi di protezione ambientale e lotta al cambiamento, della durata di un anno, da gennaio a dicembre 2025. Il progetto rappresenta un avanzamento di una serie di azioni che Slow Food porta avanti da più di dieci anni, volte a difendere la diversità biologica e culturale, a formare e mobilitare i cittadini e ad agire nelle politiche nel settore agroalimentare a livello locale, nazionale, europeo ed internazionale. L’obiettivo principale è aumentare l’impatto di Slow Food nel suo operato per l’ambiente, la natura ed il clima.

Alpine Gray Cattle (Italy, Slow Food Presidium) © Alberto Peroli

Le iniziative sul territorio

Terra Madre © Alessandro Vargiu

Il programma di lavoro di questo progetto include una vasta gamma di attività, che spaziano da interventi operativi sul campo a iniziative di ampio respiro, mirate a influenzare le politiche europee.

Il progetto si sviluppa su tre principali linee di intervento: ispirare, formare e mobilitare i cittadini, influenzare, tramite azioni di advocacy e di rete, le politiche pubbliche e, infine, sviluppare nuove metodologie di lavoro in un’ottica di crescita e miglioramento.

Si parte dalle attività di informazione, di comunicazione e di awareness raising, termine preso in prestito dall’inglese che indica una nuova presa di consapevolezza. I temi sono il cibo e la sua produzione, affinché i cittadini possano orientare le loro scelte verso una maggiore sostenibilità. Oltre agli incontri organizzati sul territorio assumono un ruolo sempre più centrale i grandi eventi, che creano un ponte tra produttori e consumatori, combinando gastronomia e cultura ambientale.

Fra gli eventi principali spicca Terra Madre, un appuntamento che non solo rappresenta un’occasione per approfondire la cultura culinaria, sperimentare nuove cucine e acquisire nuove conoscenze sui temi ambientali, ma che è anche un luogo di scambio internazionale, con partecipanti prevenienti da tutto il mondo. Passeggiando fra gli stand gastronomici, ci si può fermare per partecipare a un workshop, una conferenza, un laboratorio e, perché no, anche a un escape room, un gioco creato riflettere su questioni cruciali su tema alimentare.

O ancora, sono molte le iniziative organizzate proprio vicino alla sede di Slow Food, come la manifestazione Cheese, che si terrà a Bra a Settembre.

Il legame con le politiche europee

Per quanto sia difficile pensarlo, dietro ogni “piatto” che arriva sulla nostra tavola ci sono anni di negoziazioni.

In un sistema politico europeo sempre più interconnesso, le politiche agricole si intrecciano con quelle del libero mercato, del commercio, dell’industria, della qualità e della sostenibilità ambientale. Eppure, a mancare è proprio un quadro unificato: una vera politica alimentare.

Obiettivo difficilissimo da raggiungere, è diventato una sfida raccolta da Slow Food, che porta avanti il dibattito a livello istituzionale come dimostra il suo coinvolgimento nell’EU Food Policy Coalition e nel  Dialogo Strategico per il Futuro dell’agricoltura, un tavolo di lavoro dove stakeholders del settore agroalimentare europeo, della società civile, delle comunità rurali e del mondo accademico si incontrano con l’obiettivo di definire una visione comune per il futuro dei sistemi agricoli e alimentari dell’UE.

Finanziamenti come quelli del programma LIFE permettono di portare avanti le istanze territoriali sui tavoli europei, facilitando un dibattito di ampio respiro e, al contempo, offrono strumenti concreti per “intercettare” problemi e soluzioni, contribuendo a un sistema alimentare più equo e sostenibile per tutti.

Il ruolo delle reti

La particolarità di questo bando LIFE, che finanzia il progetto di Slow Food, è il sostegno a un singolo ente per il potenziamento delle sue attività. Non è prevista la presenza di un partenariato, ma viene data grande rilevanza alla capacità di lavorare in rete e di creare reti.

Le reti di Slow Food sono moltissime: le reti tematiche (Slow Olive, Slow Grains), le coalizioni internazionali (Slow Food Coffee Coalition, Slow Wine Coalition), e le alleanze globali, come la Cooks’ Alliance, una rete di chef che si impegnano, nei loro ristoranti, cantine, bistrot e locali a supportare i piccoli produttori e lavorare con prodotti locali.

Inoltre, ci sono i progetti internazionali (ad esempio Beautifood) che permettono di lavorare in rete con altre organizzazioni attive nell’ambito ambientale e della sostenibilità alimentare.

Slow Food Cooks’ Alliance (Albania) © Ivo Danchev
Slow Food Cooks’ Alliance (Albania) © Ivo Danchev

La conoscenza come chiave di miglioramento

Orto in Condotta (Italy) © Alessandro Vargiu
Orto in Condotta (Italy) © Alessandro Vargiu

Un progetto di questa portata attribuisce alla conoscenza un ruolo centrale nel processo di cambiamento. Oltre alle attività di sensibilizzazione e capacity building è fondamentale anche il miglioramento continuo dell’organizzazione stessa.

Per questo Slow Food si impegna in un percorso costante di formazione e di miglioramento dei sistemi di valutazione, trasformandoli in uno strumento strategico di gestione, contribuendo a rendere le azioni più efficaci e mirate.

Vita da progettista

Paola Roveglia, che con le colleghe Martina Dotta e Cristina Agrillo lavora al progetto, racconta ciò che più continua ad appassionarla, dopo più di 30 anni nella progettazione: “in molti progetti europei, persone di diversi Paesi, con diverse esperienze, e con culture diverse, si siedono intorno a un tavolo per parlare, discutere, scontrarsi anche, ma soprattutto per lavorare insieme a soluzioni comuni. E questo significa fare l’Europa, costruirla.”

“Certo, ogni grande progetto o iniziativa va costruito, e il “sistema” dietro ai progetti, la preparazione di un grant, l’amministrazione, non è mai semplice. Per questo avere gli strumenti, le risorse e le possibilità di formarsi sono preziose”.

Concludiamo con una riflessione: dall’inizio di Slow Food, che cosa è cambiato? “Se il cibo e la produzione alimentare prima erano visti come un corollario della politica ambientale, ora è chiaro che costituiscono elementi centrali per la salvaguardia dell’ambiente e della lotta al cambiamento climatico. Oggi tutti siamo più consapevoli delle nostre scelte alimentari: l’attenzione alla propria salute e a quella dell’ambiente intorno, inclusa quella degli animali, è aumentata sensibilmente. Stiamo andando sulla strada giusta”.

Terra Madre Parade © Tullio Puglia

Informazioni tecniche

TITOLO DEL PROGETTO

Slow Food

CORDINATORE E PARTENARIATO 

Slow Food

NOME DELLA CALL 

LIFE-2024-NGO-OG-SGA

BUDGET TOTALE E CONTRIBUTI

  • Project cost: €1,235,914.50
  • Contribution: €550,000.00

DURATA

Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025

 

 

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