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Democrazia e regole del gioco

Democrazia e regole del gioco

Nel numero di marzo parliamo di Partecipazione, uno dei 5 ambiti di intervento del nostro Piano Pluriennale. Lo facciamo scoprendo due iniziative finanziate dal programma Erasmus+ nella provincia di Cuneo: un progetto che ha portato la democrazia studentesca dove prima non c’era e un progetto sportivo in cui bambini e bambine sono invitati a creare, discutere e cambiare le regole del gioco. Le iniziative sono raccontate attraverso il punto di vista e le parole di chi vi ha preso parte.

Erasmus+: partecipazione e cittadinanza europea

Che nesso c’è tra partecipazione e progettazione europea? Il modo migliore per raccontarlo, forse, è partire dalle origini di Erasmus. In breve: si tratta di un programma nato nel 1987 per favorire la mobilità degli studenti universitari europei, anche allo scopo di rafforzare l’identità e la cittadinanza europee.

Il programma è stato ampliato nel corso degli anni, fino a diventare “Erasmus+” nel 2014. Il “+” è il segno di questa espansione: ora comprende al suo interno diverse altre cose e non si occupa più solo di università, ma in generale di istruzione, formazione, gioventù e sport. Quel “+” rappresenta dunque anche una platea di beneficiari molto più ampia e variegata, per esempio: dirigenti scolastici, insegnanti e tutto il personale scolastico; alunni e alunne di tutti i livelli di istruzione. Ma anche persone appartenenti al mondo dello sport.

Il programma Erasmus+ è la più longeva iniziativa di mobilità tra paesi comunitari finanziata dall’UE e, anche in provincia di Cuneo, è un’opportunità di finanziamento molto conosciuta. Secondo l’indagine sui fondi europei che sta conducendo il nostro Ufficio Studi e Ricerche, le domande presentate finora per Erasmus+ nell’attuale periodo di programmazione (2021-2027) da enti della provincia di Cuneo sono 87; di queste, 25 sono state accolte e finanziate.

I progetti realizzati nel Cuneese presentano caratteristiche molto eterogenee. Alcune iniziative dispongono di budget vicini ai 4 milioni di euro e coinvolgono partenariati estesi, composti da una trentina di enti. Altre progettualità hanno invece dimensioni più contenute, con un unico ente beneficiario o piccoli partenariati (3–6 enti) e risorse nell’ordine di poche decine di migliaia di euro. La maggior parte degli interventi riguarda l’ambito dell’istruzione e della formazione, con la partecipazione prevalente di agenzie formative e università locali. Nei progetti con partenariati più ampi si affiancano anche ASL, enti locali e imprese private. Le iniziative dedicate allo sport, pur meno numerose, sono comunque presenti e coinvolgono principalmente associazioni e Comuni.

Europeans of Tomorrow: partecipazione e democrazia

Europeans of Tomorrow (EoT) è il primo progetto di cui parliamo oggi. Avviato nel 2022 da APRO Formazione (scuola e agenzia formativa, di orientamento e per i servizi al lavoro con sedi ad Alba e Canelli), è durato per tre anni.

L’iniziativa si proponeva di rafforzare la consapevolezza degli alunni in merito alla partecipazione e alla cittadinanza europea. Questo obiettivo è stato perseguito attraverso diversi strumenti. Innanzitutto attraverso co-docenze in cui gli insegnanti di materie curricolari – come italiano, storia, diritto, scienze, … – sono stati affiancati da figure esperte in materia europea. In questo modo gli insegnamenti “ordinari” sono stati arricchiti e integrati, per far emergere il valore e l’importanza dell’UE da varie prospettive.

EoT ha promosso anche molte attività pratiche che – in modo abbastanza imprevisto – hanno determinato grossi cambiamenti. Oltre a dibattiti e workshop, a un certo punto, è stata organizzata una simulazione di voto. Il dibattito nato in seguito a questa attività è stato molto animato e ha portato a un risultato inedito: dall’anno successivo anche APRO Formazione avrebbe avuto un rappresentante d’istituto eletto dagli studenti. Fino a quel momento, infatti, di anno in anno la dirigenza nominava un referente studentesco, valutando chi fosse particolarmente responsabile e/o incline a prendersi questo incarico.

Emanuel El Bertal, rappresentante d’istituto, presenta in aula gli obiettivi del progetto EoT.

Emanuel El Bertal, che è stato intervistato per questa newsletter, è il primo rappresentante eletto direttamente dagli studenti di APRO Formazione ed è al suo secondo anno di mandato. In questo periodo sono molte le attività che ha contribuito a organizzare, tra cui la co-gestione. Gli studenti hanno organizzato una giornata scegliendo temi solitamente poco affrontati a scuola – per esempio l’uso di sostanze e l’educazione affettiva – e li hanno approfonditi con gli interventi di esperti invitati a parlare e attraverso il confronto fra pari. Inoltre, in qualità di rappresentante d’istituto, El Bertal fa parte del Forum Giovani, un organo consultivo del Comune di Alba chiamato a collaborare alla progettazione e all’implementazione delle politiche giovanili.

Le conseguenze del progetto sono state però anche molto concrete e personali, come racconta il professor Robella (responsabile del dipartimento umanistico di APRO Formazione): “ricordo la testimonianza di un ragazzo di origine marocchina, immigrato di seconda generazione. Aveva già 18 anni, aveva già la cittadinanza”. Nonostante questo non aveva mai votato, perché pensava che fosse difficile farlo: “probabilmente aveva in mente tutta la trafila che aveva vissuto la sua famiglia per la regolarizzazione dei documenti. Alla fine della simulazione di voto ci ha detto: «Se è così facile, la prossima volta andrò anch’io a votare!»”.

 

Sport and Creativity: conoscere le regole, e cambiarle

Per partecipare a un gioco bisogna conoscerne le regole. Potrebbe essere questo il nucleo centrale del secondo progetto che raccontiamo oggi: Sport and Creativity. È nato da un partenariato composto da una scuola spagnola (capofila), un centro di formazione professionale lettone e l’ASD B.C. Gators di Savigliano.

Questa associazione sportiva ha una particolare sensibilità verso l’inclusione: ha addirittura un settore chiamato “Sport per il sociale”. Lo scopo del progetto biennale Sport and Creativity, partito lo scorso ottobre, è proprio quello di favorire l’inclusione sociale di bambini e ragazzi attraverso lo sport. Per raggiungere questo obiettivo il partenariato ha scelto una strada originale: inventare un nuovo gioco.

Il progetto è appena iniziato: per ora i partecipanti (50 bambini e ragazzi, dalla prima elementare ai primi anni di scuola superiore) stanno sperimentando tante discipline e sport diversi. Si va dall’atletica alla scherma, passando per i giochi “da cortile” propri delle diverse

tradizioni popolari. Questi giochi costituiscono la base dell’interazione sociale nel cortile della scuola o ai giardinetti ma hanno una caratteristica peculiare, come spiega Francesco Nasari (presidente dell’ASD): cambiano da contesto a contesto. Un bambino straniero appena arrivato in Italia conosce i giochi da cortile del suo Paese di origine, non quelli che si fanno ai giardini di Savigliano. Proprio in questo consiste un primo elemento di interesse del progetto, come sintetizza Massimiliano Gosio (responsabile del settore “Sport per il sociale”): “crea integrazione attraverso la reciproca conoscenza delle discipline sportive e dei giochi che si svolgono nelle varie nazioni”.

Dopo questa prima fase inizierà la parte di invenzione del nuovo gioco, di cui bambini e ragazzi decideranno insieme le regole e il funzionamento. Perchè un nuovo gioco? Perché non praticare uno sport già esistente? Perché inventare un gioco dà la possibilità di lavorare sulle regole in un modo nuovo: permette di toccare con mano che le regole sono una condizione necessaria per la partecipazione. Che le regole devono essere condivise da tutti. Che le regole, se non funzionano, possono essere cambiate insieme.

Un incontro del team di progetto di Sport and Creativity. Da sinistra a destra: Sandro De Gregorio della scuola spagnola, Francesco Nasari e Daniele Scotta (presidente e vicepresidente dell’ASD B.C. Gators) e Vilma Alberinga del centro di formazione lettone.

Informazioni tecniche

Nome progetto: Europeans of Tomorrow
Partner e capofila: Apro Formazione, Alba (unico partner)
Erogazione UE: 30.000 euro
Erogazione destinata al partner della Provincia di Cuneo: 30.000 euro

Nome progetto: Sport and Creativity
Partner e capofila: Parroquia Nuestra Señora de los Ángeles, Valencia (capofila) | ASD B.C. Gators, Savigliano (partner) | Valmieras tehnikums, Valmiera (partner)
Erogazione UE: 60.000 euro
Erogazione destinata al partner della Provincia di Cuneo: 18.000 euro

Il professor Robella racconta il progetto EoT ad alcuni studenti.

L’appuntamento con UE che risorsa!

UE che risorsa! nel 2026 racconterà ogni 2 mesi i cinque ambiti di intervento che la nostra Fondazione ha individuato nel Piano Pluriennale 2025-28. Se siete già iscritti a UE che risorsa! non dovete fare niente, altrimenti potete iscrivervi a questo link!

Ue che risorsa! è un progetto divulgativo promosso dalla Fondazione CRC per far conoscere progetti, idee e opportunità legati ai fondi europei. I contenuti sono elaborati in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, Laboratorio di trasformazione sociale che progetta e realizza azioni a sostegno dell’evoluzione del welfare italiano.

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